IL SOLE NON E’ CHE UNA STELLA MATTUTINA. EVS: ANALISI DIACRONICA TRA ROMA 2011 E MILANO 2014.

 

La ricerca è stata condotta durante l’anno Europeo sul Volontariato, il 2011. Il termine volontariato è stato inteso come uno degli elementi in grado di sviluppare la democrazia e un’opportunità di apprendimento non formale. Attraverso un periodo di volontariato è possibile trasmettere nuove abilità e competenze ai giovani, migliorando in tal modo le loro possibilità di ottenere un lavoro. In particolare per l’Unione Europea il volontariato è orientato verso la formazione della COSCIENZA EUROPEA. Con il programma Europa 2020, in Europa si vuole ottenere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile.

La ricerca condotta dall’Agenzia Nazionale Giovani ha fatto emergere alcune differenze degli attori che nell’ultimo periodo hanno partecipato al programma SVE. I volontari hanno un’età maggiore rispetto ai loro colleghi europei, sono di sesso femminile e in genere possiedono un grado di istruzione maggiore. Un aspetto interno alla nazione è invece la provenienza, che è maggiore dalle regioni del nord. La ricerca dell’Ang è stata effettuata prendendo come arco temporale il 2008/2010.

Il Servizio Volontario Europeo è un’ eccellente opportunità data ai giovani d’oggi per unire la propensione al viaggio con la necessità di indipendenza. Inoltre, i ragazzi possono avere lo spazio e gli strumenti per sperimentare sul campo le conoscenze che hanno appreso fino a quel momento, senza correre il rischio di iniziare un percorso di formazione lungo e oneroso per le famiglie, che spesso porta a risultati solo parzialmente eccellenti. La ricerca è servita in quanto ha portato a sviluppare un’analisi degli ASPETTI VALORIALI di cui è portatrice e che contribuisce all’arricchimento della società. Per esempio, dato un progetto, è possibile realizzare mediante i volontari, delle ricerche sul campo e ottenere delle proposte alternative da attuare successivamente al progetto con altri volontari e con gli abitanti locali, senza trascurare le relazioni transfrontaliere che possono nascere in seguito a un ciclo di progetti condivisi.

La riflessione sul volontariato in Italia parte da lontano e ha bisogno di una ridefinizione sicura nell’opinione pubblica odierna, fermo restando alcuni principi cardine della sua stessa essenza: gratuità, spontaneità, beneficio arrecato a terzi.

L’esperienza EVS può essere paragonata a un laboratorio avanzato e complesso di innovazione sociale che fornisce al mondo giovanile uno strumento di crescita individuale e collettiva.[1]

Il seminario sullo Sve svolto a Roma nel 2011 ha visto gli ex volontari proporre le seguenti azioni per migliorare i progetti finanziati e il periodo successivo all’esperienza:

  • Creazione di un ponte con le istituzioni che si occupano di apprendimento formale
  • Riconoscimento e spendibilità dello Youthpass
  • Counselling individuale e scouting aziendale
  • Valorizzazione di una formazione specifica
  • Istituzione e organizzazione di career day per favorire l’incontro tra il mondo del lavoro e i volontari Evs.
  • Campagna di divulgazione verso le camere di commercio e le imprese
  • Realizzazione di progetti innovativi
  • Incitamento al racconto delle esperienze

A Milano tre anni dopo, la riflessione con nuovi volontari Evs ha portato alla luce sempre le stesse proposte, rimarcando che le promesse elettorali, che sembrano innovative alle orecchie della gente comune, sono in realtà innovazioni già attuate dal 1999 ma su cui le luci della ribalta ancora poco si sono accese.

Nella maggioranza dei progetti Evs finora realizzati si avverte la parziale o in alcuni totale presenza di un’analisi territoriale concreta e oggettiva, che tenga conto delle reali necessità degli abitanti. Vi è inoltre una scarsa concentrazione di interesse verso i progetti finanziati dall’Unione Europea da parte delle aziende. Lo scarso interesse aziendale produce una scarsità di informazioni riguardo le esperienze promosse dall’Unione Europea e dalle istituzioni che si occupano di giovani che degenera in pregiudizi errati.

Per realizzare realmente una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile auspichiamo per il 2015 che le organizzazioni che operano nel terzo settore riescano a creare collegamenti concreti con le aziende del settore turistico e alberghiero e si fornisca ai ragazzi che tornano da un’esperienza europea la possibilità di continuare a migliorare il loro saper fare e contribuire in questo modo alla realizzazione di un’Europa come di una terra dove gli abitanti hanno le possibilità di realizzare il loro massimo potenziale.

Imparai questo, almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione dei propri sogni, e cerca di vivere la vita che s’è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. (…) Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove devono essere. Ora il vostro compito è quello di costruire a quei castelli le fondamenta. (…)[2]

[1] P.13

[2] Henry David Thoreau, Walden, a cura di Piero Sanavio, pag. 399.

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