L’INNOVAZIONE CHE FUNZIONA

Nel mondo contemporaneo è sempre più richiesto in modo trasversale e in diversi scenari sociali, un modo di essere intraprendente, con una spiccato spirito di iniziativa. Prima di tutto, che cosa si intende con quest’ultima espressione?  l’Europa, che rilascia per alcune attività una certificazione[1] di un insieme di competenze  fra cui rientra anche lo sviluppo e il miglioramento dello spirito di iniziativa e dell’imprenditorialità, sono

le competenze che riguardano la nostra capacità di tradurre le idee in azioni e comprendono la creatività, l’innovazione, l’assunzione di rischi e la capacità di programmare e di gestire progetti per realizzare gli obiettivi. [2]

Un aspetto importante su cui può essere utile effettuare un approfondimento è quello dell’innovazione. Nella letteratura moderna, Tony Davila, Marc J. Epstein e Robert Shelton[3] offrono un prezioso strumento per gli imprenditori che vorrebbero un miglioramento quantitativo e qualitativo degli obiettivi della loro azienda attraverso nuove strategie.  Nel campo economico, l’innovazione è

la fase conclusiva e fondamentale del processo di crescita economica e tecnologica dell’impresa avviato da invenzioni o scoperte. Le modalità con le quali si presenta l’i. sono varie: nuovo prodotto, nuovo processo produttivo, nuove forme di organizzazione industriale e finanziaria, nuovo mercato di sbocco, nuove materie prime o semilavorati. In quanto variabile economica esogena, l’i. non è subordinata all’andamento dell’economia ma, seguendo il proprio sviluppo, può diventare fattore trainante in grado di garantire un extraprofitto all’imprenditore-innovatore. Per l’economista J.A. Schumpeter, che ha dedicato particolare attenzione alla definizione della nozione di i., costituisce il principale fattore dello sviluppo economico. In finanza, i. finanziaria è la creazione di nuovi strumenti finanziari o la modificazione di prodotti già esistenti in grado di garantire una pronta risposta del mercato dei titoli alle nuove esigenze delle parti.[4]

Secondo L’innovazione che funziona, il concetto di innovazione è un processo gestionale che richiede determinati strumenti, regole e disciplina. Sono pertanto essenziali una serie di sistemi di misurazione oggettivi che permettano la valutazione delle stesse prima, durante e dopo la loro attuazione; è necessario, inoltre, tener conto della dimensione quantitativa quanto della dimensione qualitativa. Un altro elemento essenziale da definire prima di mettere in atto delle innovazioni è la contrattazione degli incentivi al fine di dare risultati prolungati ed elevati. Con l’attuazione di innovazioni è possibile una ridefinizione di un settore attraverso la combinazione dell’innovazione del modello di business e di quella tecnologica. E’ molto importante, però, il punto di partenza, il quale deve essere chiaro e fondato su un’analisi precisa e corretta della situazione spazio temporale e emozionale di tutti gli attori coinvolti. Le regole primarie definite e spiegate attraverso esempi concreti dagli autori del manuale sono le seguenti:

  • Esercitare una forte leadership sulle strategie d’innovazione e sulle decisioni di portafoglio
  • Integrare l’innovazione nella mentalità aziendale
  • Allineare la QUANTITA’ e il TIPO di innovazione all’attività dell’azienda
  • Gestire la tensione naturale esistente tra la creatività e la produzione di cose
  • Neutralizzare gli anticorpi organizzativi (Instaurazione di NUOVE BEST PRACTICES che permettano uno svolgimento maggiormente fluido rispetto alle procedure tradizionali).
  • Capire che la base dell’innovazione è una rete che comprende persone e conoscenze sia interne sia esterne all’organizzazione
  • Creare gusti e parametri di valutazione e gratifiche per chi contribuisce a diverso titolo all’innovazione.
CAPITOLO

Regole dell’innovazione

2. Modello di innovazione 3. Strategia 4.

Organizzazione

5.

Processi

6.

Parametri di valutazione

7.

Gratifiche

8.

Apprendimento

9.

Persona e cultura

Esercitare una leadership forte sulla strategia e il portafoglio
Integrazione nella mentalità aziendale
Essere coerenti con la strategia
Gestire la creatività e la “ricerca del valore”
Neutralizzare gli anticorpi organizzativi
Stabilire le reti
Utilizzare i parametri di valutazione e gli incentivi

 

Le sette regole dell’innovazione sono principi guida per l’esecuzione dell’innovazione in ogni azienda, unità di business, organizzazione senza scopo di lucro o ente statale. Potete raggiungere gli obiettivi delle regole dell’innovazione utilizzando gli strumenti gestionali standard,: la strategia, la struttura, la leadership, i sistemi di gestione e le persone. Poiché le organizzazioni sono complesse, nessuno strumento da solo è sufficiente a raggiungere uno degli obiettivi. Ognuna delle regole dell’innovazione richiede svariati strumenti, come mostrato nella figura sopra. Il nero indica che è stato affrontato a fondo nel capitolo, il grigio indica che è stato affrontato parzialmente e il bianco che è stato solo accennato.

Per esempio il primo obiettivo; esercitare una leadership forte, prevede che i CEO e i vertici dell’azienda si concentrino in primo luogo nel delineare il modello di innovazione, scegliendo la strategia di innovazione e promuovendo la cultura corretta. La leadership ha una responsabilità particolare nel gestire questi tre strumenti.

La leadership deve definire il ruolo dell’innovazione nel modello di business e dell’innovazione tecnologica per l’azienda (per esempio stabilire il modello di innovazione). Ambedue sono importanti affinché l’innovazione abbia successo, ma spesso un’azienda non dispone di tutte le capacità necessarie per fornire combinazioni efficaci. Senza una definizione chiara e condivisa del modello di innovazione e la comprensione dell’importanza dell’innovazione sia del modello di business sia della tecnologia, un’azienda non sarà in grado di creare innovazioni che modifichino il settore o di evitare di essere presa alla sprovvista da innovazioni che non può contrastare con efficacia. Per esempio, una fiducia eccessiva nell’innovazione tecnologica ha causato l’incapacità di HP di eguagliare il cambiamento del modello di business de Dell nella vendita di computer e server tramite Internet.

Inoltre, una leadership efficace richiede decisioni chiare sulla strategia di innovazione, tramite la scelta di una strategia Giocare-Per-Vincere (GPV) o Giocare-Per-Non-Perdere (GPNP). Un’azienda può attuare una strategia o l’altra, ma non può usarle efficacemente entrambe. Senza una decisione chiara sui ruoli del cambiamento tecnologico e del cambiamento del modello di business in quella strategia, l’esecuzione diventa confusa e le risorse non vengono assegnate nel modo giusto. Per esempio, il reparto di Ricerca e sviluppo potrebbe decidere di produrre tecnologie altamente innovative per i nuovi prodotti conformemente a una strategia GPV, mentre i manager dell’unità di business hanno stabilito di dover fornire un forte sostegno ai prodotti esistenti. I responsabili del prodotto si stanno concentrando sulla capacità di mantenere il passo in modo competitivo, conformandosi a una strategia GPNP. Questo conflitto provoca inefficienze costose, e sgradevoli conflitti interni. Scegliere la strategia e assicurare la coerenza nell’organizzazione è compito della leadership.

       Gestire il modello di innovazione e scegliere la strategia sono le chiavi per il successo a breve e medio termine; tuttavia, perseverare gli elementi utili della cultura aziendale esistente e modificare gli elementi deleteri è la chiave per il successo a lungo termine. La leadership deve essere coinvolta negli aspetti culturali dell’innovazione. Un’azienda che non controlla la sua cultura dell’innovazione ed effettua dei miglioramenti solo su parti selezionate vedrà il suo vantaggio competitivo ridursi lungo il percorso. Questo è accaduto a Polaroid quando si è trovata bloccata in una cultura dell’innovazione con procedure e schemi mentali superati. E Polaroid non è la sola in questa situazione: mantenere la cultura corretta è una sfida per ogni azienda di successo. Spesso il successo genera culture restie al cambiamento. La leadership dovrebbe essere ritenuta responsabile della cultura innovativa dell’azienda e i leader dovrebbero essere valutati in base all’efficacia con cui contribuiscono alle capacità di innovazione continua a lungo termine e cresciuta a breve termine.

       Definire il modello di innovazione, scegliere la strategia e guidare l’evoluzione della cultura dovrebbe essere la maggior responsabilità del gruppo dirigente. Nessun altro può assumersi questa responsabilità con altrettanta efficacia.

       Il secondo obiettivo della leadership dovrebbe riguardare i parametri di valutazione, le gratifiche e l’apprendimento nell’organizzazione. La leadership dovrebbe sovrintendere lo sviluppo e l’implementazione dei sistemi di misurazione e incentivazione per assicurare che sostengano la strategia e la cultura aziendali. La misurazione precede la gestione (“ciò che si può misurare si può gestire”) e le gratifiche rafforzano i comportamenti soddisfacenti. La leadership dovrebbe essere ritenuta responsabile anche della supervisione dell’apprendimento e del cambiamento nell’organizzazione, perché un’azienda deve essere in grado di andare incontro al mutare delle condizioni e a sfide sempre nuove.

       Infine, raggiungere l’obiettivo della leadership richiede un minore livello di coinvolgimento (supervisione e guida) nell’organizzazione dell’innovazione e nei processi. In caso contrario questi elementi potrebbero ostacolare notevolmente lo sforzo di innovazione. I CEO e l’alta dirigenza non devono essere coinvolti profondamente nella progettazione e nella realizzazione di questi elementi dell’innovazione. Questo è in primo luogo compito di altri, che utilizzano la guida e le indicazioni della strategia e del portafoglio scelti. [5]

L’innovazione in un’attività imprenditoriale deve essere combinata in modo equilibrato con le strategie di business. Molte aziende di successo utilizzano per definire e portare avanti nuove iniziative lo strumento V2MOM, elaborato da Marc Benioff, e basato su cinque elementi:

  • Che cosa si desidera?
  • Perché è importante?
  • Come ottenerlo?
  • Che cosa impedisce di ottenerlo?
  • Come sapere quando è stato ottenuto?

Prima di partire con una nuova iniziativa, è fondamentale un lavoro di diagnosi, in cui viene sezionata la situazione del mercato e della posizione in cui si trova l’azienda con analisi particolareggiate minuziose. Esistono metodi molto efficienti per eseguire un eccellente piano d’impresa, come per esempio il metodo GOPP[6], inserito in un PCM[7].

Tutte le proposte innovative devono avere chiaro il punto da cui partono, i metodi che vogliono perseguire e l’obiettivo a cui vogliono giungere. Vi sono due tipologie di innovazioni: quella di messa a punto e quelle di riorientamento/rivitalizzazione. Ogni organizzazione e ogni azienda ha il compito di strutturare in maniera armonica le sette regole dell’innovazione presentate in questo manuale, in quanto l’obiettivo di tutte le iniziative innovative è sempre quello di creare valore e crescita economica, professionale e umana. [8]

Come esplicato all’inizio di questo articolo, l’innovazione e la creatività sono spesso due elementi peculiari della storia di successi professionali e personali. Come si è visto per l’innovazione, si specifica qui di seguito che la creatività è

 Il processo intellettuale divergente rispetto al normale processo logico astratto. Secondo J.P. Guilford, iniziatore degli studi sull’intelligenza creativa, la c. sarebbe caratterizzata da 9 fattori principali: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, flessibilità di principi, originalità nell’ideare, capacità di sintesi, capacità di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze, ampiezza del settore ideativo, capacità di valutazione. Il problema della c. ha suscitato largo interesse nella pedagogia contemporanea, che ritiene le capacità creative caratteristica non esclusiva delle persone di talento. Nasce così l’esigenza di apprestare le condizioni ambientali che possano stimolarne l’esplicazione, per quanto taluni pedagogisti segnalino i rischi che comporta un’educazione centrata sulla c., limitando questa l’apprendimento sistematico delle conoscenze.[9]

L’immobilismo e la chiusura tra classi sociali e individui con una stessa provenienza generazionale e culturale, è la prima barriera che si trova di fronte chi vorrebbe cambiare uno o più aspetti negativi della situazione attuale. Come sostenne Henry Laborit:

Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.[10]

 

Permettere alle persone competenti di condurre una ricerca su un territorio e in seguito elaborare delle alternative alle modalità fino ad allora messe in atto può essere una modalità per cambiare realmente e concretamente una situazione non più sostenibile ma che si mantiene per mancanza di proposte reali nuove.

Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione.[11]

 

 

 

 

 

[1] YOUTHPASS, ovvero una conferma della partecipazione da parte degli organizzatori di una specifica attività; una descrizione dell’attività; una descrizione individualizzata delle attività intraprese e dei risultati dell’apprendimento; un certificato per la persona che partecipa alle attività del programma Europeo Gioventù in Azione; uno strumento che mette in pratica le Competenze Chiave per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Inoltre, è basato sui principi dell’educazione e dell’apprendimento non formale, supportato dal Programma Gioventù in Azione della Commissione Europea. Rita Bergstein and Mark Taylor in Guida a Youthpass, pag. 5.

[2] Guida a Youthpass – Trarre il massimo dal vostro apprendimento – , SALTO-YOUTH Training and Cooperation Resource Centre, 2011, p. 23.

[3] L’innovazione che funziona, Davila – Epstein – Shelton, Sperling & Kupfler Editori, 2006.

[4] http://www.treccani.it/enciclopedia/innovazione/

[5] L’innovazione che funziona, pag. 6/9.

[6] Goal Oriented Project Planning, Federico Bussi, master Eurogiovani.

[7] Project Cycle Management,Federico Bussi, master Eurogiovani.

[8] L’innovazione che funziona, pag. 283.

[9] http://www.treccani.it/enciclopedia/creativita/

[10] http://nuovoeutile.it/222-frammenti-sulla-creativita-a-cura-di-annamaria-testa/

[11] Leo Longanesi, http://nuovoeutile.it/222-frammenti-sulla-creativita-a-cura-di-annamaria-testa/

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