La poesia che genera riflessioni riguardo il lavoro moderno.

Un mio ex tutor aziendale, che mi fu assegnato durante il mio periodo di tirocinio formativo, mi disse di sfuggita: Io non voglio un’altra XY, io voglio Alessia”. Rispettando le regole della funzione che si inizia a ricoprire, ogni lavoratore deve cercare quotidianamente di offrire al proprio datore di lavoro una personalità, delle idee e delle conoscenze che nessun altro può possedere. Oggi più che mai che il lavoro è una chimera. A questo proposito mi viene in mente la poesia di Hemingway:

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Ernest Hemingway

Le affermazioni qualunquiste di personaggi rilevanti, semplificate erroneamente e amplificate dai moderni mezzi di comunicazione contribuiscono a distorcere una realtà sociale che esclude la visione del buono che continua, invece, a esistere nell’Umanità.

Come disse Chaplin nel celebre film Il dittatore,

” Voi ,voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!”

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